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Per uscire dalla crisi non basta avere la diligenza del "buon padre di famiglia"

Non abbiamo mai sentito parlare così tanto, come in questi momenti di crisi evidente, di tornare alla cultura della diligenza del "buon padre di famiglia" e di rivalutarne le conseguenze. In altri termini questo può essere di fatto un forte segnale per sollecitare e guidare lo sviluppo di attività che comportano il minimo indebitamento e l'equilibrio della spesa con le entrate.

A mio parere, il voler affermare il primato di agire come un "buon padre di famiglia" più o meno diligente, è un ritorno alla paura di non essere in grado di gestire l'innovazione e di muoversi nell'incertezza ed è anche la conferma di una insufficienza culturale nell'anticipare e fare nostre le "cose nuove" che comportano comunque l'assunzione di un rischio.

Un "buon padre di famiglia" non è sufficiente per farci pensare alla crescita e bisognerebbe riflettere meglio per trovare vie e persone che possano portarci in un futuro socio-economico che non conosciamo.

Lo stesso Carl Jung sosteneva che ci vuole sì la diligenza del "buon padre di famiglia" nel gestire non solo la famiglia ma anche la società, ma che deve essere accompagnata dalla capacità di visione di uno sciamano per avere alternative di riflessione e innovazione nel generare idee per il progresso della società.

Inoltre da più parti si sostiene che l'altra via da percorrere per uscire dalla crisi e tornare ad una crescita del Paese, consiste nel concentrare gli investimenti nella realizzazione di infrastrutture di cui si conosce la carenza.

La diligenza del "buon padre di famiglia" e l'avvio di investimenti per la realizzazione di infrastrutture non sono argomenti e iniziative sufficienti per portarci a superare la situazione di crisi in cui stiamo vivendo.

Ci manca troppo il nuovo, inteso come innovazione a tutti i livelli: e allora perché non si va a guardare nei centri di ricerca delle aziende e delle università per individuare nel parco delle cosiddette "invenzioni" cosa può diventare, con adeguati investimenti, l'innovazione, sia di processo che di prodotto e di sistema Paese?

da INVENZIONE …
generare nuove conoscenze e/o combinare in maniera nuova le attuali, al fine di ottenere nuove soluzioni ai problemi esistenti (migliori, più veloci, meno costose)

… a INNOVAZIONE
conseguente realizzazione produttiva e commercializzazione di nuove risoluzioni a problemi/esigenze del mercato.

Occorre anche tenere presente che l'Italia ha un sistema di imprese manifatturiere che l'ha portata nel club dei primi paesi del mondo. Ma occorre altresì tenere presente che buona parte di questa nostra industria manifatturiera è senza competitive hedges tecnologici e di processo e rischia quindi di essere marginalizzata da concorrenti operanti nei nuovi Paesi emergenti con basso costo di manodopera da un lato e, dall'altro, da Paesi con processi di innovazione a tutti i livelli della catena del valore.

Alcuni studi da noi condotti hanno in modo molto chiaro identificato le giuste condizioni per svecchiare il sistema di imprese di un Paese e diffondere l'innovazione, leva fondamentale per uscire dalla crisi.

I fattori di successo

Diffondere una cultura dell’innovazione e far sì che l’inaspettato possa accadere: molte innovazioni sono nate da incidenti (raggi X, nastro adesivo Scotch, penicillina, Viagra, Teflon, Gore-Tex, Velcro, ecc.)

Rimettere in discussione le strutture attuali: Bernd Pischetsrieder: “Iniziamo sempre con un foglio di carta bianco”

Trasformare i dipendenti in imprenditori – decentralizzare, dare responsabilità e premiare le risorse: creare nelle società affermate una cultura da start-up

Introdurre una gestione professionale della conoscenza: ognuno dovrebbe prendere parte al pool di conoscenze senza reinventare ogni volta la ruota, al fine di aumentare la produttività e la velocità di tutti i processi d’innovazione

Definire chiare strategie per l’innovazione: è estremamente importante conoscere i propri clienti e risorse

Sfruttare sistematicamente tutte le fonti d’informazione esterne – cooperare con i network d’informazione globali: divenire un leader d’innovazione, integrando conoscenze globali nei circuiti di creazione di valore sia interni che esterni

Diventare un leader d’innovazione secondo la strategia delle 3S (speed, share, scale): creare profitti e leadership di mercato attraverso una leadership d’innovazione.

In questo quadro si inserisce la convinzione della classe politica di essere alla ricerca di efficacia ed efficienza nelle decisioni ma che alla fine risulta essere la peggiore utilizzatrice della cultura del nuovo. Concretamente ne accetta le tesi e poi le trascura, cercando argomenti a giustificazione come la raccomandazione di voler essere dei "buoni padri di famiglia" e di essere keynesiani (ma dove?)

Mariano Frey
Founder Partner
Presidente
Roland Berger Strategy Consultants Italia

Giugno 2012
Jun 7, 2012
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