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Chimica, la crisi si vince partendo dalla catena di fornitura. La via obbligata per le aziende del settore

Una volta superata l'attuale focalizzazione sul R.E.A.C.H., il regolamento (Registration Evalutation Authorization of Chemical), entrato in vigore il 1 giugno 2007 con l’obiettivo di razionalizzare e migliorare il precedente quadro legislativo in materia di sostanze chimiche dell'UE, in un contesto di mercato complicato dalla stagnazione economica, il settore chimico si troverà a dover ripensare e riallineare strategicamente il proprio ruolo.

In particolare una situazione di crisi può incentivare una revisione di volumi e clienti, del portafoglio della gamma prodotti, dell'offerta di nuovi servizi, delle opportunità crescenti di globalizzazione non solo in termini di approvvigionamento, ma anche in termini di produzione.
In questo scenario, i leader del settore hanno già compreso che sono chiamati ad utilizzare la supply chain, ovvero la gestione della catena di fornitura, come leva per la creazione di vantaggio competitivo.
Il portafoglio prodotti e il portafoglio clienti possono essere rivisti ed aggiornati sulla base dei costi supportati lungo tutta la supply chain. Per avere la possibilità di adattarsi velocemente e in maniera efficiente alle novità indotte dall’evoluzione del settore, l'intera supply chain deve essere molto flessibile, orientata al mercato e al processo, assicurando allo stesso tempo sinergie sostenibili a livello logistico: è proprio l’efficienza della logistica a permettere infatti una maggior focalizzazione sulle competenze core dell'azienda.

E' possibile individuare tre principali trend evolutivi che descrivono come le società leader stiano ridefinendo la propria struttura di supply chain per rispondere alle sfide del prossimo futuro.
  • 1. Forte orientamento al cliente
I big del settore stanno orientando la loro offerta con un focus sempre maggiore verso il cliente finale: si osserva una crescente varietà di prodotti a cui sono associati sempre più spesso servizi a valore aggiunto che offrono soluzioni a esigenze customizzate.
Se da un lato questa maggiore focalizzazione verso il cliente si traduce in un impatto positivo sui ricavi, dall'altro accresce la complessità della supply chain. Per evitare quindi una riduzione dei margini, una riduzione dei livelli di servizio ed un aumento dei costi legati alla logistica, è necessario ridefinire le logiche della supply chain attraverso un monitoraggio costante, un'analisi sistematica e una segmentazione appropriata.
Nel mercato dei prodotti chimici per il trattamento delle superfici esistono ad esempio due principali tipologie di clienti che si differenziano in base ai livelli di servizio richiesto: necessità di disponibilità immediata del prodotto presso il proprio magazzino o disponibilità entro 24 ore.
Assume così una rilevanza cruciale la capacità di tenere sotto stretto controllo le esigenze e le richieste dei propri clienti in termini di livelli di servizio, in modo da identificare i clienti non profittevoli per cederne la gestione ad un distributore specializzato, che riesca a generare efficienza grazie ad economie di scala, consentendo così all'azienda di migliorare i propri risultati. La soluzione ottimale è quindi quella di servire direttamente i clienti esigenti/profittevoli e strategici con livelli di servizio più elevati, e passare quelli meno profittevoli/strategici ad un distributore.
In questo contesto gioca un ruolo fondamentale l'integrazione tra l’organizzazione della supply chain ed i processi, sia a livello centrale che a livello locale. I sistemi di pianificazione ERP offrono vantaggi evidenti; le difficoltà principali sono però costituite dall'integrazione di clienti e fornitori soprattutto quando sono necessari dati affidabili sul consumatore finale (ad esempio per prodotti la cui disponibilità è limitata nel tempo). In questo senso, un fattore critico di successo della supply chain è la comunicazione lungo tutta la catena fino al fornitore di prodotti di base. I dati hanno infatti un impatto sulla produzione corrente e servono allo stesso tempo per l'ottimizzazione della stessa.
Comunicazione rapida e dati affidabili consentono l'allocazione ottimale dei volumi di produzione a società locali e il soddisfacimento della domanda in modo efficiente, minimizzando al contempo i livelli di stock in magazzino.
  • 2. Logiche di fusione fra società
In molti settori, e ormai da parecchi anni, è forte la tendenza al consolidamento, per raggiungere economie di scala, rafforzare la propria presenza sul mercato, accedere a nuovi canali di vendita, ampliare la propria offerta ed il proprio livello di servizio, avere accesso a nuove tecnologie, in sintesi "potenziare la propria capacità di fuoco".
La necessità di una ridefinizione della supply chain alla luce dell'integrazione rappresenta un elemento fondamentale per il successo delle operazioni di fusione: "le logiche di supply chain costituiscono ad oggi uno dei maggiori ostacoli ad operazioni potenzialmente positive e redditizie" (esperto di M&A). In una logica di fusione sia di società che di business unit la principale criticità è quella di poter continuare a soddisfare le esigenze del cliente in termini di delivery di prodotto anche in fase di transizione o cambiamento organizzativo.
Uno studio condotto da Roland Berger Strategy Consultants evidenzia come sebbene in molte società esista la consapevolezza della necessità di supply chain flessibili ed allineate agli scenari di mercato, questo ancora non si rifletta in una coerente strategia operativa.
Nell'ottica di integrazione, un altro aspetto rilevante di alcuni processi di rinnovamento in corso è la focalizzazione sulle proprie competenze core: in molti casi società specializzate che nel passato gestivano la logistica dall'interno, con l'obiettivo di ridurre il capitale investito, ne hanno esternalizzato completamente le attività ad una terza parte (in maniera progressiva: a partire dai mezzi, fino ad arrivare al magazzino).
  • 3. Globalizzazione
Una supply chain integrata diventa fattore critico di successo anche in ottica di globalizzazione. Pensiamo ad esempio alle sinergie che i grossi player multinazionali riescono ad ottenere quando gli acquisti vengono strutturati su base mondiale: l'individuazione del "miglior compratore" per una determinata categoria di prodotto consente di allocare in diverse parti del mondo centri di acquisto specializzati su una categoria, che viene poi distribuita a tutti i paesi del gruppo. Solo una supply chain integrata può consentire questo tipo di soluzioni e permettere così le conseguenti riduzioni di costo.

La definizione di una supply chain, che risponda in tempi rapidi ed in maniera continua ai trend di mercato rappresenta oggi un elemento fondamentale per competere con successo all'interno di mercati sempre più dinamici e complessi. Alcune società di questo settore hanno chiaramente inquadrato l'importanza della corretta gestione delle logiche di supply chain, elemento fondamentale e di primaria importanza per traguardare i benefici derivanti dalla riduzione della complessità, dalla maggiore flessibilità, dallo sfruttamento delle opportunità offerte, dal consolidamento nell'industria e dalla migliore competitività a livello globale. Altre saranno chiamate a farlo a breve.

Paolo Massardi
Roland Berger Strategy Consultants Italy
Feb 15, 2009
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