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Innovare l'innovazione nel settore farmaceutico

Tradizionalmente nel settore farmaceutico l'innovazione è sempre stata sinonimo di innovazione di prodotto. Oggi la validità di questo paradigma inizia a scricchiolare sotto i colpi della crescente competizione dei farmaci generici e a causa dei sempre maggiori tagli alla spesa sanitaria da parte dei Governi. A fronte di un costo di R&D sempre più esoso infatti, il numero dei nuovi farmaci registrati è in calo (Figura 1) e la società è sempre meno disposta a pagare per prodotti cosiddetti "me-too". Riusciranno le "Big Pharma" a sfuggire al rischio di "commodization" dell’industria?
 
Figura 1: la produttività della Ricerca è in calo
 
In uno studio recente Roland Berger ha intervistato il top management di 35 società farmaceutiche globali (di cui 21 delle Top 30) per capire se e come il settore riuscirà a mantenere l'attuale modello di business caratterizzato da alto rischio e alti margini. Una cosa sembra chiara: il concetto di innovazione, che rimarrà alla base delle strategie delle compagnie farmaceutiche, dovrà essere ripensato per cercare di offrire benefici ai pazienti e alla società non soltanto attraverso l'introduzione di nuovi farmaci. Per innovare infatti, le aziende farmaceutiche devono eccellere in cinque dimensioni chiave:

1. Scegliere il giusto portafoglio di Aree Terapeutiche
2. Ripensare i propri prodotti
3. Progettare il finanziamento futuro dell'innovazione
4. Utilizzare le tecnologie e i processi di R&D più avanzati disponibili
5. Promuovere la creatività e la pluralità all'interno dell'organizzazione

1. Scegliere il giusto portafoglio di Aree Terapeutiche
Le società farmaceutiche devono aggiornare costantemente il loro portafoglio di Aree Terapeutiche. La profittabilità delle nuove scoperte infatti si riduce col tempo con la diffusione dei nuovi farmaci e l'aumentare della competizione. Quali sono le aree terapeutiche su cui investire nei prossimi 5 anni? Per gli intervistati l'Oncologia rimane l'area a più alto potenziale. Tuttavia l'attenzione crescente verso quest'area da parte delle compagnie farmaceutiche porterà prevedibilmente ad una riduzione dei prezzi (e dei margini) nei prossimi 10 anni. Altre aree terapeutiche considerate a buon potenziale di crescita sono immunologia, neurologia, malattie cardiovascolari, vaccini e diabete, caratterizzati da una forte domanda ma per le quali non sono previste a breve innovazioni radicali nei farmaci specifici.

2. Ripensare i propri prodotti
Per il 50% degli intervistati i farmaci biologici avranno la crescita maggiore nei prossimi cinque anni, in particolare per la cura dei tumori. Tuttavia la sola innovazione sul farmaco non sarà più sufficiente. Per essere competitivi sul mercato le compagnie farmaceutiche dovranno perseguire una delle seguenti strategie: raggiungere la leadership di costo oppure differenziarsi con l'introduzione di nuove soluzioni terapeutiche integrate. Già oggi infatti, è possibile curare, ad esempio, i pazienti diabetici con dei dispositivi che consentono di monitorare la reazione del paziente alle cure in corso e inviare i dati in tempo reale ad uno specialista che può decidere di adeguare la terapia in funzione dei dati ricevuti. L'evoluzione verso un tale modello integrato da parte delle compagnie farmaceutiche, ad esempio attraverso l'acquisizione di una società di servizi clinici, comporta tuttavia un cambiamento radicale nel tradizionale modello di business "prodotto-centrico".

3. Progettare il finanziamento futuro dell'innovazione
Le misure di contenimento dei costi da parte dei Governi stanno penalizzando, soprattutto in Europa, la spesa pubblica sanitaria. Come conseguenza diretta, la percentuale dei ricavi proveniente dal settore privato (pazienti solventi, assicurazioni private) è destinata a crescere e le società farmaceutiche dovranno sempre più imparare a rivolgersi ai soggetti privati con i giusti strumenti di marketing e i più efficaci canali di distribuzione. Inoltre, per far fronte alle crescenti difficoltà del mercato, sono stati implementati una serie di modelli di finanziamento innovativi. Secondo il parere degli intervistati, i modelli innovativi di finanziamento più utilizzati nei prossimi cinque anni saranno i "modelli a valore aggiunto" (es. offerta di servizi aggiuntivi al farmaco a prezzo di costo) e i "modelli di condivisione del rischio" (es. la compagnia farmaceutica prevede delle forme di rimborso nel caso il farmaco non abbia effetto).

4. Utilizzare le tecnologie e i processi di R&D più avanzati disponibili
Avere a disposizione la tecnologia più avanzata ed essere in grado di trarne il massimo beneficio è un requisito indispensabile per la ricerca e lo sviluppo, in particolare nelle attività di pre-clinical testing e pre-discovery, critici per l'ottenimento delle autorizzazioni e dei rimborsi. Per il 51% dei manager intervistati, il modello di R&D nel futuro sarà quello della condivisione attraverso partnership e accordi di collaborazione delle esperienze e degli investimenti con gli altri attori del settore, per garantire in ogni momento i metodi e gli strumenti più innovativi. Per qualcuno dei manager intervistati, non è addirittura esclusa l'ipotesi di esternalizzare del tutto l'R&D.

5. Promuovere la creatività e la pluralità all'interno dell'organizzazione
Scegliere le giuste aree terapeutiche, ripensare i prodotti, progettare il finanziamento futuro e garantirsi le tecnologie più avanzate non basta. Avere le giuste persone è essenziale. La ricerca dei migliori talenti, specialmente per la Ricerca, è sempre più spesso rivolta all'esterno dei mercati tradizionali, nei paesi emergenti come la Cina, dove numerose multinazionali (Roche, Pfizer, Novartis, Bayer, …) hanno già posizionato dei centri di R&D. Per ottenere il meglio dai propri ricercatori, è necessario creare un ambiente che stimoli la creatività e l'imprenditorialità, riducendo la burocrazia, promuovendo la comunicazione e implementando programmi di incentivazione specifici per l'R&D.

Monica Bravi

Gabriele Ferri
Roland Berger Strategy Consultants Italy
Feb 15, 2010
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