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Il valore della prossimità fisica nell'era del web banking

Anno 2010, le scoperte alla base delle innovazioni tecnologiche dell'ultimo decennio hanno ormai trovato spazio negli usi e costumi quotidiani di tutti noi, indistintamente dalla classe sociale e dal livello di istruzione. Anche in ambito bancario qualcosa sta cambiando, le nuove tecnologie, come Internet e smartphone, sono strumenti sempre più funzionali di interazione tra banca e clientela e consentono, a costi popolari, di concludere via web o via telefono, quasi la totalità delle operazioni che fino a qualche anno fa richiedevano file in filiale.
Una conseguenza di questo mutamento tecnologico si può osservare nei servizi di web-banking e nelle prime banche puramente online, le quali, anche grazie a strutture di costi più snelle, riescono a presentarsi sul mercato con offerte maggiormente "vantaggiose" rispetto alle banche tradizionali.

Di fronte a questo mutamento, le banche retail tradizionali, caratterizzate da una rete di agenzie sul territorio più o meno capillare, si pongono un interrogativo:
esiste ancora oggi un valore della prossimità fisica nel Retail Banking?
Il valore della prossimità esiste, ed è quantificabile in funzione dei margini generati (PNB) dai singoli clienti e dalla distanza di quest'ultimi dalla filiale più prossima.
E' possibile, infatti, evidenziare una correlazione inversa tra margini e distanza, quindi, nonostante le innumerevoli opzioni disponibili di relazione virtuale o telefonica tra banca e cliente, la prossimità ha ancora oggi un valore, valore che tuttavia non è riscontrabile, in egual misura, in tutti i segmenti di clientela e in tutte le aree geografiche.
 
Il "valore" della prossimità - correlazione tra PNB e distanza cliente (per CAP, banca italiana, dati 2009)
 
In Italia,infatti, è possibile identificare, lungo le 3 macro aree geografiche (Nord, Centro e Sud) e attraverso i segmenti di clientela (mass market, affluent, HNWI, SME, …) un diverso valore della prossimità.
La prossimità raggiunge i suoi valori più estremi nel meridione dove una clientela mass market valuta la presenza fisica come critica, e nel nord Italia dove una clientela SME e HNWI associa alla prossimità un valore decisamente limitato.

In Europa il valore della prossimità trova conferma nel numero di sportelli per abitante (mediamente 1 ogni 3.000) e in Italia, considerando l'esistenza di 1 filiale ogni 1.800 abitanti, questo valore è ancora più forte
 
Il "peso" della prossimità - popolazione per filiale bancaria in Europa (# cittadini per fililale; 2008)
 
Data una presenza, più o meno importante, di tutti i segmenti di clientela lungo il territorio nazionale, le banche retail si pongono un ulteriore quesito:
Come è possibile minimizzare i costi della prossimità senza mettere a rischio i margini derivanti dal mancato presidio fisico di alcune zone del territorio?
Possibili risposte sono identificabili nella capillarità della rete e nelle dimensioni delle sue filiali.
La capillarità della rete dovrà essere strutturata in base alle evidenze di modelli puntuali di geo-marketing, il cui obiettivo consiste nell'identificare una distanza massima tra cliente e filiali, differenziata per area geografica, tale da massimizzare il trade off tra margini derivanti dalla produzione e i costi fissi legati al punto di vendita.
Il dimensionamento di ogni singola filiale dovrà essere definito principalmente in funzione di 3 criteri oggettivi:
  • potenziale di mercato
  • zona geografica da presidiare
  • segmenti di clientela da soddisfare
Questi criteri permetteranno di identificare sia filiali di notevoli dimensioni, sia filiali snelle con 2/3 addetti, quest'ultime in grado di massimizzare il valore della prossimità anche in zone dove la presenza fisica presenta valori limitati.
Maxime Charbonnel

Francesco Cuccia
Roland Berger Strategy Consultants Italy
May 13, 2010
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