Quick assessment, la guerra lampo che sconfigge in un mese la crisi della piccola e media impresa
Affrontare senza paura la crisi si può. Ma soprattutto si può sconfiggerla. Con una guerra lampo. Quattro settimane, al massimo sei. E la piccola-media azienda che oggi vede nero imbocca l’uscita dal tunnel e si posiziona prima e meglio delle altre ai blocchi di partenza della ripresa. Un vantaggio strategico fondamentale per il domani e un cambio di rotta decisivo per l’oggi.
La guerra lampo ha un nome inglese, quick assessment , e consiste in una metodologia di intervento che Roland Berger Strategy Consultants mette a disposizione delle piccole e medie imprese italiane per reagire in tempi immediati alle difficoltà del momento recuperando liquidità e garantendo la crescita futura.
Aspettare pazientemente che la crisi passi, infatti, in molti casi potrebbe rivelarsi una pessima idea. Al momento nessuno è in grado di dire quanto durerà la bufera e gli allarmi lanciati da Fondo Monetario Internazionale e OCSE a più riprese sono assai poco confortanti: con un Pil mondiale per il 2009 in flessione dello 0,5% e di oltre il 4% in Italia, tutti i sistemi economici evoluti sono coinvolti nella più grave recessione dal secondo dopoguerra ad oggi. Quel che è certo è che la fine del periodo buio si farà attendere ancora con tempi che, secondo stime OCSE, in alcuni Paesi (tra cui Giappone e Italia) potrebbero raggiungere perfino i tre anni. E molte aziende sono già ora al limite o sotto la linea di galleggiamento. Sintomi come cali di volumi uniti alla riduzione dei prezzi unitari con deperimento del margine commerciale, crescita non sostenibile del capitale investito netto e della relativa quota di debito, capitale circolante fuori controllo, costi di struttura non coerenti con i volumi ridotti, rappresentano campanelli d’allarme che non possono essere ignorati. Ed intervenire rapidamente dunque diventa un imperativo.
Il quick assessment costituisce lo strumento d’intervento più indicato, in molti casi peraltro unico ed obbligato. Uno strumento in grado di identificare in tempi certi le possibili leve di turnaround e fornire una risposta al più immediato dei bisogni di un'impresa in crisi: recuperare liquidità e garantire la crescita futura. Un check up che fornisce all’imprenditore ed al suo management gli elementi per impostare un nuovo patto con i principali portatori di interesse, ed in particolare gli istituti di credito, attraverso un business plan analiticamente supportato che incorpori tutte le necessarie leve di ristrutturazione. Con un duplice obiettivo: assicurare la generazione di un adeguato livello di cassa per l’immediato e salvaguardare il posizionamento competitivo dell’azienda per quando il mercato ripartirà.
Pensare di intervenire soltanto sui costi attraverso dei tagli per migliorare i conti del 2009 in molti casi d’altro canto potrebbe rivelarsi illusorio o addirittura controproducente se i tagli non intervengono chirurgicamente laddove necessario. La sfida consiste dunque nel coniugare il raggiungimento di risultati misurabili nell'immediato, con la visione strategica.
Il quick assessment per piccole e medie imprese messo a punto da Roland Berger richiede tempi molto ridotti rispetto ad un normale intervento di ristrutturazione per aziende di taglia più grande e valorizza al meglio la continua interazione con management e proprietà, l'esperienza maturata in situazioni comparabili e l'utilizzo di strumenti di analisi, diagnosi e simulazione già ampiamente collaudati.
Il primo obiettivo consiste nell’individuare, al termine di un veloce esame diagnostico, le possibili leve di recupero di liquidità. Alcune di queste possono anche essere immediatamente azionate e testate, con l’effetto pratico, in caso di primi risultati visibili positivi, che la squadra aziendale ritrova da subito nuove motivazioni e riesce a superare agevolmente le naturali resistenze interne iniziali.
Ecco dunque le prime leve su cui, in via ipotetica, si può iniziare da subito ad intervenire:
Un intervento che non viene calato dall’alto ma che richiede la condivisione del percorso di ristrutturazione con tutte le persone chiave dell'azienda, responsabilizzate in prima persona. Nei casi più delicati peraltro potrebbe essere anche necessaria la nomina di un Chief Restructuring Officer con i seguenti vantaggi ulteriori:
Andrea Marinoni
Roland Berger Strategy Consultants Italy
La guerra lampo ha un nome inglese, quick assessment , e consiste in una metodologia di intervento che Roland Berger Strategy Consultants mette a disposizione delle piccole e medie imprese italiane per reagire in tempi immediati alle difficoltà del momento recuperando liquidità e garantendo la crescita futura.
Aspettare pazientemente che la crisi passi, infatti, in molti casi potrebbe rivelarsi una pessima idea. Al momento nessuno è in grado di dire quanto durerà la bufera e gli allarmi lanciati da Fondo Monetario Internazionale e OCSE a più riprese sono assai poco confortanti: con un Pil mondiale per il 2009 in flessione dello 0,5% e di oltre il 4% in Italia, tutti i sistemi economici evoluti sono coinvolti nella più grave recessione dal secondo dopoguerra ad oggi. Quel che è certo è che la fine del periodo buio si farà attendere ancora con tempi che, secondo stime OCSE, in alcuni Paesi (tra cui Giappone e Italia) potrebbero raggiungere perfino i tre anni. E molte aziende sono già ora al limite o sotto la linea di galleggiamento. Sintomi come cali di volumi uniti alla riduzione dei prezzi unitari con deperimento del margine commerciale, crescita non sostenibile del capitale investito netto e della relativa quota di debito, capitale circolante fuori controllo, costi di struttura non coerenti con i volumi ridotti, rappresentano campanelli d’allarme che non possono essere ignorati. Ed intervenire rapidamente dunque diventa un imperativo.
Il quick assessment costituisce lo strumento d’intervento più indicato, in molti casi peraltro unico ed obbligato. Uno strumento in grado di identificare in tempi certi le possibili leve di turnaround e fornire una risposta al più immediato dei bisogni di un'impresa in crisi: recuperare liquidità e garantire la crescita futura. Un check up che fornisce all’imprenditore ed al suo management gli elementi per impostare un nuovo patto con i principali portatori di interesse, ed in particolare gli istituti di credito, attraverso un business plan analiticamente supportato che incorpori tutte le necessarie leve di ristrutturazione. Con un duplice obiettivo: assicurare la generazione di un adeguato livello di cassa per l’immediato e salvaguardare il posizionamento competitivo dell’azienda per quando il mercato ripartirà.
Pensare di intervenire soltanto sui costi attraverso dei tagli per migliorare i conti del 2009 in molti casi d’altro canto potrebbe rivelarsi illusorio o addirittura controproducente se i tagli non intervengono chirurgicamente laddove necessario. La sfida consiste dunque nel coniugare il raggiungimento di risultati misurabili nell'immediato, con la visione strategica.
Il quick assessment per piccole e medie imprese messo a punto da Roland Berger richiede tempi molto ridotti rispetto ad un normale intervento di ristrutturazione per aziende di taglia più grande e valorizza al meglio la continua interazione con management e proprietà, l'esperienza maturata in situazioni comparabili e l'utilizzo di strumenti di analisi, diagnosi e simulazione già ampiamente collaudati.
Il primo obiettivo consiste nell’individuare, al termine di un veloce esame diagnostico, le possibili leve di recupero di liquidità. Alcune di queste possono anche essere immediatamente azionate e testate, con l’effetto pratico, in caso di primi risultati visibili positivi, che la squadra aziendale ritrova da subito nuove motivazioni e riesce a superare agevolmente le naturali resistenze interne iniziali.
Ecco dunque le prime leve su cui, in via ipotetica, si può iniziare da subito ad intervenire:
- razionalizzazione del costo del lavoro diretto
- taglio dei costi generali e amministrativi (ad esempio attraverso l’utilizzo di benchmark di riferimento di settore)
- sincronizzazione del piano principale di produzione con gli approvvigionamenti di materie prime (nel caso, per mezzo di procedure e piani master testati)
- recupero delle rotazioni di magazzino (ad esempio mediante l'applicazione di procedure pre-definite di buffer stock)
- valorizzazione dello stock invenduto (attraverso l’impiego di database relativi a clienti e distributori potenziali in altri mercati o altri interventi ad hoc)
- ridefinizione della struttura produttiva (attraverso, per esempio, la valutazione dei gap di produttività con best practice di settore)
- revisione delle politiche Make/Buy
- cessioni/lease-back di asset aziendali
- revisione della gamma d'offerta, eliminando i prodotti che non generano adeguata contribuzione
Un intervento che non viene calato dall’alto ma che richiede la condivisione del percorso di ristrutturazione con tutte le persone chiave dell'azienda, responsabilizzate in prima persona. Nei casi più delicati peraltro potrebbe essere anche necessaria la nomina di un Chief Restructuring Officer con i seguenti vantaggi ulteriori:
- mantiene la giusta continuità nell'azione di ristrutturazione
- conosce e valorizza best practices derivanti da precedenti, similari esperienze esterne
- non ha alibi e decide sulla base di evidenze quantitativamente supportate
- garantisce terzietà nei confronti degli stakeholder esterni, con particolare riferimento a finanziatori e fornitori
Andrea Marinoni
Roland Berger Strategy Consultants Italy
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