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COME SI VIVE IN UN PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE? Spunti per una chiacchierata tra colleghi

… peraltro è curioso il fatto che, quando si parla di attori dello specifico settore della ristrutturazione, emergano pochi nomi di personaggi che hanno una elevata quota mente. Ho provato a fare un test, ovviamente non fra professionisti dell'area, e subito emerge in Italia il nome di Sergio Marchionne oppure il nome di Enrico Bondi, ma anche quello di Renzo Piano e, tra gli altri, mi è stato perfino citato Ivo Pitanguy.

In Roland Berger, quando si parla di queste cose, facciamo riferimento al nostro collega Karl Joseph Kraus, ammirato e temuto Partner e nostro caposcuola per tutte le attività di ristrutturazione, in particolare per quanto ha fatto per le aziende della Germania dell'Est dopo il 1989 (non cito altri colleghi della squadra per non dimenticarne qualcuno).

Evidentemente Renzo Piano viene citato per la sua straordinaria capacità di trasformare aree industriali dismesse in musei, centri residenziali … e per la sua riconosciuta abilità di dare nuova vita a manufatti che avevano spento le luci.
Si parla sulla stampa, nei circoli professionali, nelle conferenze dei sindacati, nelle nostre pubblicazioni, ecc. della crisi. Il tema della ristrutturazione riflette il ciclo economico e coinvolge spesso interi settori e filiere e, di conseguenza, le aziende che la subiscono devono essere ristrutturate ed è usuale affrontare la situazione sia dal punto di vista del riallineamento delle strategie sia da quello operativo..
Fondamentale in queste attività di ristrutturazione è, da un lato la riorganizzazione delle finanze e, dall'altro, la valutazione della validità del business in cui si opera.
I cambiamenti degli scenari competitivi, in un mondo imprenditoriale globalizzato, e dell'ambiente socio-economico in cui una azienda si trova, diventano elementi di condizionamento per la vita stessa delle imprese.

Questo è un tema che noi consulenti affrontiamo da tempo e la nostra società ha conquistato in questo contesto professionale una posizione di leadership internazionale. Di fatto siamo considerati tra i più efficaci nel partecipare al gioco delle ristrutturazioni a fianco del management delle aziende.

Tuttavia, in questa chiacchierata che faccio con i miei colleghi, non voglio dilungarmi sugli aspetti metodologici e non cito casi di successo cui abbiamo partecipato, voglio invece concentrarmi sull'esame del vissuto con tutte le sensazioni e le situazioni che deve affrontare un consulente che si è trovato a lavorare nella ristrutturazione aziendale.

Quando si inizia un lavoro ho sempre notato un momento ricco di "imprecazioni": si procede con un primo rapido esame dello stato di salute dell'azienda o del ramo d'azienda che non raggiunge gli obiettivi prefissati e qui c'è un florilegio di improperi coloriti indirizzati agli autori della gestione che ha portato alla crisi.

Ritengo inutile entrare nel dettaglio ma credo che si utilizzi questo vocabolario anche in termini scaramantici quando si cominciano a leggere e valutare i dati e le cause di malessere di un'azienda: al di là delle ragioni oggettive di questo stato di cose, si può dire che i commenti non del tutto "fair" servono per alleggerire la tensione e creare il nuovo spirito di squadra tra coloro che sono chiamati alla ristrutturazione.

Ci sono poi le "lacrime" di chi sta subendo in prima persona la possibilità che venga a mancare il posto di lavoro; cito ad esempio quanto apparso anche sui media televisivi di gente che dice… "Come posso andare avanti?", "Cosa dico ai miei figli?", …
Questi sono momenti ed elementi che vediamo, capiamo, consideriamo ma nel nostro lavoro dobbiamo mantenere una freddezza e un distacco che comunque ci affligge non poco.

Poi c'è il momento delle "maledizioni" nell'iter lavorativo perché il team finisce sempre alle 2:30/3:00 di notte e, per esempio, il giorno dopo l'aereo per Roma parte alle 6:30.

Nel corso di questi progetti si nota molte volte la superficialità dei "politici" che si occupano del problema e che chiedono da un lato che la situazione venga tenuta sotto controllo e sia risolta in tempi rapidi e dall'altro che tutto sia sistemato senza perdite di posti di lavoro (e di voti).

Sempre, nel corso d'opera, esiste poi "la pressione dei gruppi bancari" coinvolti che tentano di suggerire soluzioni/procedure che non hanno niente a che fare con l'oggettiva volontà di ristrutturare l'azienda.

E poi "numeri", e ancora numeri e numeri a non finire, da digerire e risultanti di alternative valutate e poi abbandonate per arrivare alla stesura di un piano coerente con gli obiettivi prefissati.

Non mancano talvolta momenti, che si può dire, di "paura" per reazioni violente da parte dei sindacati che si trovano di fronte a possibili soluzioni che, ad un primo esame, appaiono totalmente punitive. E anche preoccupazione del management di essere sostituito e degli stakeholder territoriali che vedono impoverirsi le proprie attività.

Quando si arriva verso la fine del progetto e si è convinti e sicuri di aver fatto un "lavoro blindato" che porterà ad un risultato di fattibilità, sia in termini temporali che di ridisegno delle attività, ricominciano i tavoli congiunti di lavoro tra azienda, sindacati, rappresentanti del mondo politico e... tutto viene rimesso in discussione. Nella mia esperienza questo rimettere tutto in discussione talvolta può portare a benefici per tutte le parti coinvolte.

Ecco, questa è una sintesi di come vive un consulente impegnato nel processo di ristrutturazione aziendale. Si può dire che questo è un lavoro per persone che devono avere un'alta capacità analitica e relazionale e che sappiano da un lato affrontare il compito, rifuggendo da coinvolgimenti emotivi e dall'altro che operino con l'assoluta certezza di quello che si afferma perché c'è, sì, il padre che non capisce cosa fare del suo futuro lavorativo, ma anche la possibilità di creare una nuova azienda con performance competitive e durature.

I Gesuiti dicono che non c'è mai nulla di perso.

Mariano Frey
Senior Partner
Presidente
Roland Berger Strategy Consultants Italy

Giugno 2011
Jun 29, 2011
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