Scenari di crisi, un anno dopo
Nell'autunno 2008 Roland Berger ha sviluppato tre possibili scenari sulle aspettative di superamento della crisi economica.
a. Ripresa rapida, ripresa a "V" - Crisi unidimensionale
Il mercato azionario rimarrebbe instabile, mentre si assisterebbe ad una rapida ripresa dell'economia reale. Lo sviluppo sarebbe garantito da Brasile, Russia, India e Cina e le ripercussioni sull'economia reale non sarebbero gravi né durature.
b. Recessione, ripresa a "U" - Crisi bidimensionale
La crisi finanziaria sarebbe seguita da una crisi economica, con ripercussioni gravi sull'economia reale. Gli stati dell'area BRIC continuerebbero a crescere, ma a tassi più contenuti. I governi assumerebbero maggior controllo sui mercati finanziari, con possibili ritorni al protezionismo.
c. Depressione, ripresa a "L" - Crisi tridimensionale
Il mondo attraverserebbe la più grave crisi degli ultimi settant'anni. Alla crisi finanziaria si accompagnerebbe una crisi economica e di sistema. I governi assumerebbero il controllo di molte banche, limitando fortemente l'erogazione del credito. L'economia reale ne risentirebbe in modo grave e duraturo.
A distanza di un anno, si può dire che la crisi sia superata?
Certamente vi sono segnali in contrasto con una situazione di crisi. Il prezzo del petrolio (+62% dicembre 08/ novembre 09), l'andamento globale delle esportazioni (+8% Q1/ Q2 09) e gli indici di Business Climate (es. IFO World Business Climate, +58% Q1/ Q3 09): tutti puntano alla ripresa. Le principali piazze azionarie mostrano segnali positivi, (Dow Jones: +34%, FTSE MIB: +47% febbraio/ novembre 09), ed il GDP globale mostra lievi segnali di crescita (+0,9% dal Q1 al Q3 2009).
Quindi è tempo di abbassare il livello di guardia?
Assolutamente no.
I principali indicatori macroeconomici non mostrano ancora un perfetto stato di salute. Il PIL in termini assoluti è lontano dai livelli pre crisi, non tutti gli indicatori mostrano univocamente una ripresa ed alcuni, come ad esempio il tasso di disoccupazione, continuano ad registrare una tendenza negativa (negli Stati Uniti questo tasso ha raggiunto il record negativo di 9,7%)
I governi, intenzionati a salvaguardare l'economia del proprio paese, non hanno ancora abbandonato le politiche protezionistiche messe in atto nei mesi precedenti, ponendo di conseguenza un freno alla piena realizzazione del potenziale di sviluppo economico globale.
La ripresa stabile della crescita economica dipende da nove parametri, per i quali è necessario porsi alcune domande fondamentali.
1. Istituzioni finanziarie - Le banche hanno messo in sicurezza i propri bilanci, o questi continuano a presentare fattori di rischio sostanziali? Le manovre di ristrutturazione in corso saranno sufficienti? Sarà necessario un nuovo quadro normativo efficace per la regolamentazione dei mercati finanziari?
2. Programmi di ristrutturazione - Saranno sufficienti quelli finora varati dai governi? E' stato individuato il corretto equilibrio fra incentivi di breve e di lungo periodo? Sarà di nuovo possibile tornare ad un modello economico libero da interventi statali?
3. Protezionismo - Saranno imposte nuove barriere agli scambi internazionali? Sarà possibile superare le misure protezionistiche che alcuni stati hanno messo in opera durante la fase più critica della crisi? Riprenderanno velocemente le negoziazioni Doha sul commercio internazionale?
4. Politica monetaria - Le banche centrali troveranno il momento più corretto per far risalire i tassi? Sarà possibile contenere l'inflazione? Si riuscirà ad evitare il credit crunch che sembra imminente in certi paesi?
5. Disoccupazione - Su quali livelli si stabilizzerà? Gli strumenti straordinari in supporto al mercato del lavoro di cui si sono avvalsi alcuni paesi, come ad esempio la cassa integrazione, hanno raggiunto obiettivi e tempi pianificati? Quando l'economia ripartirà, il mercato del lavoro sarà sufficientemente innovato e flessibile?
6. Contesto psicologico - Gli operatori sul mercato riconquisteranno fiducia? Gli indicatori economici continueranno a migliorare? Saranno in grado di raggiungere entro breve i livelli pre crisi?
7. Prezzo del petrolio - Quanto sarà dinamico e volatile? Quali paesi/ regioni beneficeranno e quali saranno danneggiate dall'aumento del prezzo del petrolio? L'incremento del prezzo del petrolio potrebbe ostacolare la crescita globale?
8. Forze strutturali - Le macro-regioni economiche del globo potranno far leva nuovamente sulle proprie forze strutturali, come ad esempio l'Europa continentale sulla propria competenza industriale? I settori principali, come quello finanziario e automobilistico, avranno sfruttato al meglio il contesto di crisi per razionalizzare i propri problemi strutturali? La finanza e l'economia reale cominceranno a svilupparsi in maggior sintonia?
9. Motori di sviluppo - Quanto velocemente le economie trainanti, USA, Cina e Russia, si riprenderanno dalla crisi? Le esportazioni internazionali saranno guidate, come ci si aspetta, dai maggiori consumi e dalla richiesta di capitale di questi paesi? Le economie di tali paesi si stanno riprendendo in modo stabile ed il loro impulso stimolerà la crescita degli altri paesi in modo sostenibile?
Di fronte all'inevitabile incertezza nel trovare risposta a tematiche di tale vastità, rimangono attuali i possibili scenari definiti da Roland Berger Strategy Consultants a fine 2008.
La realizzazione di uno scenario di ripresa a "V" è tutt'ora ritenuta la più probabile. Secondo questo scenario, il GDP globale dovrebbe crescere del 3% già nel 2010 e quasi del 5% nei due anni successivi. I tassi di crescita pre crisi sarebbero raggiunti nel terzo trimestre del 2010. Tale scenario sarebbe realizzabile in caso di risposta positiva a tutte le domande sopra elencate.
Lo scenario di ripresa a "U" ha probabilità non trascurabili di verificarsi. In tale ipotesi, la crescita sarebbe progressiva ed il GDP globale crescerebbe già dal 2010, ma in modo più contenuto (intorno al +2%) per poi crescere più velocemente negli anni successivi (circa +5% nel 2012). I livelli di sviluppo pre crisi sarebbero raggiunti nel terzo trimestre 2011. L'avverarsi di questo scenario è legato ad una lenta ripresa del settore finanziario e dalla posticipazione di una nuova regolamentazione in merito. Alcuni settori industriali soffrirebbero inoltre del termine degli incentivi di breve periodo. Le banche centrali non risulterebbero in grado di individuare il momento corretto per innalzare i tassi e la disoccupazione continuerebbe a crescere. Tale situazione di incertezza posticiperebbe una ripresa solida, la cui strada sarebbe però in ogni caso definita.
Lo scenario di ripresa a "L" sembra essere il meno probabile. In tale ipotesi, la flessione del GDP continuerebbe per tutto il 2010 ed i tassi di crescita pre crisi si raggiungerebbero solo nel lungo periodo, a partire dal 2014. Gli anni 2011/ 2012 vedrebbero ancora uno sviluppo piatto o molto limitato. Tale scenario si verificherebbe nel caso il settore finanziario non si stabilizzi e fallisca il progetto di una sua nuova regolamentazione. Gli incentivi di breve termine dovrebbero poi esaurirsi precocemente e quelli di lungo periodo non essere sufficienti. Molti paesi implementerebbero ulteriori misure protezionistiche. Le banche centrali perderebbero la propria credibilità e capacità d'azione. Il mercato del lavoro subirebbe un ridimensionamento ulteriore, con tassi di disoccupazione molto elevati. I diversi comparti dell'economia non avrebbero le risorse per affrontare i propri problemi strutturali. Neppure USA, Cina e Russia riuscirebbero ad espletare il proprio ruolo di paesi traino dell'economia globale.
Andrea Marinoni
Andrea Catalano
Stefano Invernizzi
Alessandro Zanardo
Roland Berger Strategy Consultants Italy
a. Ripresa rapida, ripresa a "V" - Crisi unidimensionale
Il mercato azionario rimarrebbe instabile, mentre si assisterebbe ad una rapida ripresa dell'economia reale. Lo sviluppo sarebbe garantito da Brasile, Russia, India e Cina e le ripercussioni sull'economia reale non sarebbero gravi né durature.
b. Recessione, ripresa a "U" - Crisi bidimensionale
La crisi finanziaria sarebbe seguita da una crisi economica, con ripercussioni gravi sull'economia reale. Gli stati dell'area BRIC continuerebbero a crescere, ma a tassi più contenuti. I governi assumerebbero maggior controllo sui mercati finanziari, con possibili ritorni al protezionismo.
c. Depressione, ripresa a "L" - Crisi tridimensionale
Il mondo attraverserebbe la più grave crisi degli ultimi settant'anni. Alla crisi finanziaria si accompagnerebbe una crisi economica e di sistema. I governi assumerebbero il controllo di molte banche, limitando fortemente l'erogazione del credito. L'economia reale ne risentirebbe in modo grave e duraturo.
A distanza di un anno, si può dire che la crisi sia superata?
Certamente vi sono segnali in contrasto con una situazione di crisi. Il prezzo del petrolio (+62% dicembre 08/ novembre 09), l'andamento globale delle esportazioni (+8% Q1/ Q2 09) e gli indici di Business Climate (es. IFO World Business Climate, +58% Q1/ Q3 09): tutti puntano alla ripresa. Le principali piazze azionarie mostrano segnali positivi, (Dow Jones: +34%, FTSE MIB: +47% febbraio/ novembre 09), ed il GDP globale mostra lievi segnali di crescita (+0,9% dal Q1 al Q3 2009).
Quindi è tempo di abbassare il livello di guardia?
Assolutamente no.
I principali indicatori macroeconomici non mostrano ancora un perfetto stato di salute. Il PIL in termini assoluti è lontano dai livelli pre crisi, non tutti gli indicatori mostrano univocamente una ripresa ed alcuni, come ad esempio il tasso di disoccupazione, continuano ad registrare una tendenza negativa (negli Stati Uniti questo tasso ha raggiunto il record negativo di 9,7%)
I governi, intenzionati a salvaguardare l'economia del proprio paese, non hanno ancora abbandonato le politiche protezionistiche messe in atto nei mesi precedenti, ponendo di conseguenza un freno alla piena realizzazione del potenziale di sviluppo economico globale.
La ripresa stabile della crescita economica dipende da nove parametri, per i quali è necessario porsi alcune domande fondamentali.
1. Istituzioni finanziarie - Le banche hanno messo in sicurezza i propri bilanci, o questi continuano a presentare fattori di rischio sostanziali? Le manovre di ristrutturazione in corso saranno sufficienti? Sarà necessario un nuovo quadro normativo efficace per la regolamentazione dei mercati finanziari?
2. Programmi di ristrutturazione - Saranno sufficienti quelli finora varati dai governi? E' stato individuato il corretto equilibrio fra incentivi di breve e di lungo periodo? Sarà di nuovo possibile tornare ad un modello economico libero da interventi statali?
3. Protezionismo - Saranno imposte nuove barriere agli scambi internazionali? Sarà possibile superare le misure protezionistiche che alcuni stati hanno messo in opera durante la fase più critica della crisi? Riprenderanno velocemente le negoziazioni Doha sul commercio internazionale?
4. Politica monetaria - Le banche centrali troveranno il momento più corretto per far risalire i tassi? Sarà possibile contenere l'inflazione? Si riuscirà ad evitare il credit crunch che sembra imminente in certi paesi?
5. Disoccupazione - Su quali livelli si stabilizzerà? Gli strumenti straordinari in supporto al mercato del lavoro di cui si sono avvalsi alcuni paesi, come ad esempio la cassa integrazione, hanno raggiunto obiettivi e tempi pianificati? Quando l'economia ripartirà, il mercato del lavoro sarà sufficientemente innovato e flessibile?
6. Contesto psicologico - Gli operatori sul mercato riconquisteranno fiducia? Gli indicatori economici continueranno a migliorare? Saranno in grado di raggiungere entro breve i livelli pre crisi?
7. Prezzo del petrolio - Quanto sarà dinamico e volatile? Quali paesi/ regioni beneficeranno e quali saranno danneggiate dall'aumento del prezzo del petrolio? L'incremento del prezzo del petrolio potrebbe ostacolare la crescita globale?
8. Forze strutturali - Le macro-regioni economiche del globo potranno far leva nuovamente sulle proprie forze strutturali, come ad esempio l'Europa continentale sulla propria competenza industriale? I settori principali, come quello finanziario e automobilistico, avranno sfruttato al meglio il contesto di crisi per razionalizzare i propri problemi strutturali? La finanza e l'economia reale cominceranno a svilupparsi in maggior sintonia?
9. Motori di sviluppo - Quanto velocemente le economie trainanti, USA, Cina e Russia, si riprenderanno dalla crisi? Le esportazioni internazionali saranno guidate, come ci si aspetta, dai maggiori consumi e dalla richiesta di capitale di questi paesi? Le economie di tali paesi si stanno riprendendo in modo stabile ed il loro impulso stimolerà la crescita degli altri paesi in modo sostenibile?
Di fronte all'inevitabile incertezza nel trovare risposta a tematiche di tale vastità, rimangono attuali i possibili scenari definiti da Roland Berger Strategy Consultants a fine 2008.
La realizzazione di uno scenario di ripresa a "V" è tutt'ora ritenuta la più probabile. Secondo questo scenario, il GDP globale dovrebbe crescere del 3% già nel 2010 e quasi del 5% nei due anni successivi. I tassi di crescita pre crisi sarebbero raggiunti nel terzo trimestre del 2010. Tale scenario sarebbe realizzabile in caso di risposta positiva a tutte le domande sopra elencate.
Lo scenario di ripresa a "U" ha probabilità non trascurabili di verificarsi. In tale ipotesi, la crescita sarebbe progressiva ed il GDP globale crescerebbe già dal 2010, ma in modo più contenuto (intorno al +2%) per poi crescere più velocemente negli anni successivi (circa +5% nel 2012). I livelli di sviluppo pre crisi sarebbero raggiunti nel terzo trimestre 2011. L'avverarsi di questo scenario è legato ad una lenta ripresa del settore finanziario e dalla posticipazione di una nuova regolamentazione in merito. Alcuni settori industriali soffrirebbero inoltre del termine degli incentivi di breve periodo. Le banche centrali non risulterebbero in grado di individuare il momento corretto per innalzare i tassi e la disoccupazione continuerebbe a crescere. Tale situazione di incertezza posticiperebbe una ripresa solida, la cui strada sarebbe però in ogni caso definita.
Lo scenario di ripresa a "L" sembra essere il meno probabile. In tale ipotesi, la flessione del GDP continuerebbe per tutto il 2010 ed i tassi di crescita pre crisi si raggiungerebbero solo nel lungo periodo, a partire dal 2014. Gli anni 2011/ 2012 vedrebbero ancora uno sviluppo piatto o molto limitato. Tale scenario si verificherebbe nel caso il settore finanziario non si stabilizzi e fallisca il progetto di una sua nuova regolamentazione. Gli incentivi di breve termine dovrebbero poi esaurirsi precocemente e quelli di lungo periodo non essere sufficienti. Molti paesi implementerebbero ulteriori misure protezionistiche. Le banche centrali perderebbero la propria credibilità e capacità d'azione. Il mercato del lavoro subirebbe un ridimensionamento ulteriore, con tassi di disoccupazione molto elevati. I diversi comparti dell'economia non avrebbero le risorse per affrontare i propri problemi strutturali. Neppure USA, Cina e Russia riuscirebbero ad espletare il proprio ruolo di paesi traino dell'economia globale.
Andrea Marinoni
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Stefano Invernizzi
Alessandro Zanardo
Roland Berger Strategy Consultants Italy
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